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Noi vogliamo scegliere liberamente |
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Gazebo a Roma del Partito Liberale Italiano per tenere alta la guardia sulla legge elettorale.
L’11 gennaio si svolgerà l’udienza dinanzi alla Corte Costituzionale per difendere l’ammissibilità dei quesiti referendari per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale.
Il Partito Liberale, essendo tra i promotori del referendum, intende tenere viva l’attenzione sulla richiesta popolare, testimoniata da 1.210.000 firme, che stanno a significare "basta ad una legge elettorale antidemocratica ed incostituzionale".
"A Roma l’8, il 9 e 10 gennaio ci saranno dei gazebo per tornare a fare sentire la voce dei cittadini che hanno il diritto di potere scegliere liberamente i propri rappresentanti”. Lo ha dichiarato Roberto Amiconi, Segretario Provinciale di Roma del PLI.
ECCO DOVE SARANNO I GAZEBI
- Via del Crso / Largo dei Lombardi
- Via San Nicola Dè Cesarini / Largo Torre Argentina
- Piazza Trilussa
- Via del Corso / Lato Basilica S. Maria in Montesanto
- Piazza della Chiesa Nuova
Con pochissimo tempo a disposizione (soli due mesi) e l'agosto di mezzo, le 500mila firme necessarie per la presentazione in Cassazione sono state più che raddoppiate.
Sono state raccolte e consegnate alla Corte di Cassazione ben un milione 210mila e 466 sottoscrizioni.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta firme e - soprattutto - a chi ha scelto di "metterci la firma".
Continuano a parlare di libertà e democrazia, ma in Parlamento gli eletti sono stati decisi dai partiti che ci hanno sottratto la libertà di scegliere e votare chi vogliamo che ci rappresenti. Ogni giorno che passa questa “cerchia ristretta” diventa sempre più una vera e propria CASTA che difende solo i propri interessi e si concede sempre più benefici, immunità e vantaggi, spesso personali. Ma questa CASTA COSTA! Ogni giorno di più! E in un momento di “grave crisi economica” tutto questo ci sembra “ingiusto e immorale”. Ai cittadini si chiedono sacrifici e si impongono sempre più tasse e balzelli; a loro vanno sempre più privilegi che li trasformano in una èlite di intoccabili. E’ ora di dire basta a tutto questo! Costruisci con noi una nuova etica e riconquista insieme a noi la “vera democrazia” che porti in parlamento chi lo merita e chi vuole fare solo gli interessi del paese e non di una parte o di un’altra della CASTA. CONTINUA A SOSTENERE, il referendum contro LA LEGGE PORCELLUM. RiappropriaTi della tua indipendenza per scegliere chi Ti deve rappresentare. Ora ci abbiamo messo la firma. Ci Auguriamo solo di poter andare alle urne per cancellare definitivamente con il nostro voto questa "LEGGE PORCATA"
contattaci:
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- 340 8310484
Per avere maggiori informazioni sui punti di raccolta firme dislocati presso le segreterie di tutti i Comuni d'Italia cliccate qui
GLI OBIETTIVI DEL COMITATO PROMOTORE
IL NOSTRO OBIETTIVO FINALE Abolire la legge elettorale attuale, legge n. 270 del 21/12/2005, originata principalmente dal leghista Roberto Calderoli, che l’ha definita a suo tempo, “una porcata”. Da qui l’origine del termine Porcellum, con cui viene definita per distinguerla dalla legge elettorale precedente, denominata Mattarellum.
IL NOSTRO PRIMO OBIETTIVO
Raccogliere, entro il 25 settembre 2011, le 500mila firme richieste dalla legge per appoggiare le nostre richieste di referendum.
Cosa vogliamo abolire Un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze. Significa che l’elettore non sceglie deputati e senatori, ma vota un simbolo, accettando la lista di candidati ad esso collegata, anche se alcuni di quei candidati non sono di suo gradimento.
Cosa vogliamo ottenere L’abolizione porterà alla reviviscenza del sistema elettorale precedente, creato con le leggi 276 e 277 del 1993, comunemente denominato Mattarellum dall’ideatore Sergio Mattarella. Tale sistema prevede che i parlamentari siano eletti : - per il 75% in collegi uninominali (aree circoscritte in cui viene eletto 1 solo parlamentare fra più candidati); - il 25% con sistema proporzionale.
I vantaggi Con il Mattarellum i cittadini possono scegliere il migliore tra i candidati che si presentano in ogni collegio uninominale, un area che comprende in media circa 100 – 150 mila abitanti. Prevale cioè il candidato maggiormente conosciuto nel territorio per le sue capacità. Si punta quindi sul partito ma soprattutto sulla persona.
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A SORPRESA LA CONSULTA DICE "NO" AL REFERENDUM CONTRO IL PORCELLUM |
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Giovedì 12 Gennaio 2012 14:06 |
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Con una sentenza inaspettata, per non dire incomprensibile, oggi (12 gennaio 2012) la Corte Costituzionale si è espressa per l’inammissibilità dei quesiti referendari proposti contro l’attuale Legge elettorale - il famoso Porcellum - e sottoscritti da oltre un milione e duecentomila cittadini. Una valanga di firme che aveva dimostrato quanto gli italiani, in piena coscienza, ritengano improponibile una normativa che 'regala' un posto in Parlamento a persone che non hanno ricevuto il voto degli elettori. Il primo quesito non ammesso dalla Consulta chiedeva di dichiarare ammissibile l'abrogazione totale della legge elettorale studiata dall’ex ministro Roberto Calderoli - lo stesso che gli affibbiò il poco edificante appellativo di legge porcata' - che prevede liste bloccate e dunque toglie la facoltà agli elettori di esprimere una preferenza. Il secondo quesito chiedeva di eliminare, ad una ad una, le novità introdotte dalla stessa legge Calderoli alla precedente legge elettorale abrogata nel 2005, il cosiddetto Mattarellum, secondo un’espressione coniata dal politologo Giovanni Sartori.
Immediate le reazioni sbalordite, se non scettiche, di esponenti di quei partiti che hanno fatto parte del comitato promotore del referendum contro il Porcellum. Durissimo il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, uno dei membri del Comitato: "Una volgarità - ha affermato con riferimento alla decisione della Corte Costituzionale - che rischia di trasformarci a breve in un regime, se non viene fermato dal popolo al più presto con le elezioni".
Subito è stato anche il Segretario nazionale del Partito Liberate Italiano, Stefano de Luca, a far conoscere la propria opinione. "Per la prima volta nella storia della Repubblica, la Corte Costituzionale ha assunto una decisione palesemente influenzata dai tre maggiori partiti italiani rappresentati in Parlamento, tutti schierati contro il referendum. Il PLI - ha assicurato de Luca - vigilerà, perché allo scippo odierno non segua una finta riforma che darebbe la sensazione di un cambiamento per non cambiare realmente nulla".
Per il Partito democratico a intervenire è stato Arturo Parisi: "Noi abbiamo fatto la nostra parte. Adesso tocca ai partiti, a quelli che questa legge l’hanno voluta e a quelli che ne hanno goduto. Non vorrei essere nei loro panni ma noi continueremo la battaglia dentro e fuori in Parlamento". (st.mar.)
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REFERENDUM ANTI PORCELLUM, SI' DELLA CORTE DI CASSAZIONE |
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Sabato 03 Dicembre 2011 13:09 |
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Per l'abolizione dell'attuale legge elettorale, detta Porcellum, e il ripristino di quella precedente (Mattarellum), ieri l’ufficio referendum della Corte di Cassazione ha giudicato valide le 534.334 firme presentate a supporto del primo quesito e le 531.081 firme che corredavano il secondo. Ora la Corte Costituzionale dovrà controllare (entro il 20 gennaio) l’ammissibilità e infine il Capo dello Stato Giorgio Napolitano indicherà una data, tra il 15 aprile e il 15 giugno, per la consultazione elettorale. Tutto questo a patto che il Parlamento non decida di andare a elezioni anticipate o di cambiare legge elettorale di propria iniziativa.
Insomma, manca ancora il via libera definitivo. Poi l'indizione del referendum per l'abrogazione dell'attuale normativa sarà una realtà che consentirà ai cittadini italiani di riappropriarsi del diritto di eleggere in modo diretto i propri rappresentanti in Parlamento che al contrario, dal 2005 (hanno della promulgazione del Porcellum), in spregio allo spirito democratico previsto dalla Costituzione sono stati scelti a monte dalle segreterie di partito. Il Comitato promotore, grazie a una campagna intensa e capillare, in tempi strettissimi (in piena estate con appena 45 giorni effettivi a disposizione) aveva raccolto oltre 1 milione e 200mila firme, lasciando a bocca aperta il resto del firmamento politico nazionale, contrario all'iniziativa.
A tal proposito, arriva un’apertura da Antonio Di Pietro che però pone tre condizioni: “La non candidatura per i condannati. Chi è sotto processo non può ricoprire ruoli di governo e chi fa il parlamentare deve sospendere la propria attività professionale”, ha detto il leader dell'Italia dei Valori. “Chi vivrà vedrà ma vivrà solo chi saprà vedere». Soddisfatto, ma polemico, l'ex magistrato «Chiediamo a gran voce - ha commentato Di Pietro - che ce lo lascino fare, questo referendum, senza che si inventino una qualche leggina ad hoc per boicottarne le finalità». E ha ricordato che con l'attuale legge elettorale, ci sono stati ben 157 parlamentari che hanno cambiato casacca, perché "non rispondono a nessuno e soprattutto perché non c'è rapporto di fiducia tra elettore ed eletto".
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